TEMPO ORDINARIO

TEMPO DI TESTIMONIANZA

Seguendo l’ordine dei tempi liturgici, siamo adessonel tempo ordinario dopo l’alta stagione e festa della incarnazione (il Natale) e successiva epifania e il Battesimo del Signore.Copreperiododell’anno nella quale non ci sono tempi forti.Inizia normalmentedal lunedì dopo la domenica del Battesimo del Signore all’inizio del tempo di Quaresima (che inizia con il mercoledì delle ceneri), e riprende dopo la solennità di Pentecoste per arrivare alle soglie del tempo di Avvento.

Mentre il tempo di Natale e tempo di Pasqua evidenziano i misteri centrali del mistero pasquale, cioè, l’incarnazione, la morte sulla croce, la risurrezione,l’ascensionedi Gesù Cristo e la discesa dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste, le domeniche e le settimane del tempo ordinario d’altra parte ci portano attraverso la vita di Cristo. Non è un periodo di relax, libero da obblighi liturgici o religiose, anzi, un momento di mettere in pratica il messaggio del mistero appena celebrato. E‘ periododi vivere la vita di Cristo e di testimoniare Lui.

Èun momento di crescita edi maturazione, ecco perché ha come colore -verde (vegetazione) con l’obiettivo e la speranza di portare il frutto della salvezza. Èun tempo in cui si prevede che il mistero di Cristo penetra sempre più profondamente nella storia fino a quando tutte le cose sono finalmente coinvolti in Cristo. La meta verso la quale è orientata tutta la storia è rappresentata dall’ultima domenica dell’anno, solennità di Cristo Re; il Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo.

Parroco Dr. Charles Unaeze

Nuovo Anno 2023

I miei auguri e preghiere per la Comunità

È normale che alla fine di un anno o all’inizio di uno nuovo si faccia una serie di risoluzioni, una sorta di valutazione per capire come si vorrebbe che fosse il nuovo anno. Si tratta di decidere che cosa deve essere lasciato e che cosa deve essere incorporato nel proprio programma o stile di vita. L’idea non è necessariamente dovuta al fatto che quello precedente non sia stato buono, ma piuttosto al desiderio umano di crescere, migliorare e raggiungere sempre maggiori altezze e perfezione. Anche nella comunità ecclesiale questo desiderio di crescita, miglioramento e perfezione non manca. Perciò, il mio augurio e preghiera per la nostra comunità all’inizio di questo nuovo anno. Che sia: …

1. una comunità dove Dio è al primo posto e rimane il motivo dei nostri incontri.

2. una comunità dove si pratichi la fede in Dio, in una vita di amore e armonia reciproca.

3. una comunità dove l’amore, la pace, la felicità e la serenità non sono solo immaginati, ma vissuti concretamente.

4. una comunità nel senso di famiglia, famiglia del popolo di Dio, unita dalla fede e dalla nostra umanità.

5. una famiglia dove ogni persona è accolta e nessuno è considerato un estraneo.

6. una comunità dove ognuno abbraccia l’altro come un fratello o una sorella, indipendentemente da qualsiasi differenza, attitudinale o culturale.

7. comunità dove le differenze di doni e talenti sono apprezzate e rispettate, anzi viste come forza, dignità e bellezza.

8. una comunità dove la pazienza, la tolleranza e il perdono come virtù non mancano mai.

9. una comunità dove nessuno ha il monopolio delle idee, ma dove l’idea di ogni membro conta ed è rispettata.

10. comunità dove tutti collaborano volentieri e liberamente alla vita della comunità e ogni ruolo è apprezzato.

11. una comunità dove ognuno è un supporto nella crescita e nello sviluppo della comunità.

12. comunità dove l’incomprensione con un membro non si traduce nell’abbandono della famiglia/comunità.

13. una comunità dove la Regola d’oro guida tutti: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.” (Mt 7, 12; Lev. 19, 18).

14. comunità dove ognuno comprende la forza e le debolezze dell’altro e si incoraggia o si aiuta a vicenda.

15. una comunità dove comprendiamo che, come famiglia o comunità, “l’unità è forza e la divisione è caduta”.

16. E in fine, la comunità dove la partecipazione sincera alla vita integrale della comunità (spirituale, pastorale e sociale) non è solo un segno di responsabilità personale, ma anche espressione della propria fede.

Che il Signore ci benedica e la Madonna ci accompagni.

Buon 2023

Dr. Charles Unaeze (Parroco)

NATALE DI GIOIA

Sabato 17 Dicembre abbiamo avuto una meravigliosa festa di Natale nella nostra comunità. Dopo più di due anni di pandemia, finalmente siamo riusciti a riunirci come famiglia per festeggiare il Natale del Signore. Certamente, tutti erano molto felici di poter finalmente uscire di casa e sentire l’atmosfera di gioia e libertà. Tutti i gruppi della comunità – bambini, giovani, donne e uomini – hanno partecipato alla festa, presentando ciascuno qualcosa di speciale per la serata.

La giornata è iniziata con la recita della natività di Gesù, intitolata “C’è di più … è nato Gesù”, interpretata dai nostri bambini e ragazzi dell’oratorio Don Bosco. Loro sono stati bravi. La recita era molto istruttiva specialmente in quanto ha ricordato a tutti la storia della salvezza e il vero significato di natale.

Babbo Natale ha fatto anche una sorpresa ai bambini, portando loro tanti regali. Ma anche i bambini hanno fatto un gesto di solidarietà facendo loro regali agli altri. Di propria iniziativa, hanno fatto una piccola raccolta per un progetto di costruzione di scuola per bambini in Africa. La raccolta sarà inviata attraverso l’associazione PHP e.V. (opera di Don Charles) che si occupa di bambini e giovani, in particolare di offrire loro un futuro migliore attraverso l’istruzione (scuola), l’assistenza sanitaria e i servizi primari come l’acqua potabile.
Anche con questo gesto, i bambini hanno mostrato a tutti che “è natale quando amiamo” e “se mettiamo le ali al nostro cuore possiamo essere gli angeli che portano l’amore.” Il natale non ha bisogna di molto, solo d’amore.

Anche i gruppi di uomini e donne hanno intrattenuto tutti con alcuni canti natalizi. La serata è continuata con una cena condivisa, balli, intrattenimento e tanta musica dal vivo del gruppo DOLCEVITA.

È stata davvero una giornata indimenticabile, piena di amore e di gioia.
Dal nostro avvento di speranza, la festa ci ha fatto entrare nell’atmosfera di un Natale gioioso e sereno. E ci auguriamo che rimanga per ogni persona e per tutte le famiglie veramente un Natale sereno e gioioso.

Articolo: Manfredi Inguanta
Foto: Autrici e autori vari

IL PELLEGRINAGGIO: SANTIAGO DE COMPOSTELA E FATIMA

Dal 13.10 al 17.10.2022 la nostra comunità italiana di Esslingen, Wernau e Plochingen ha intrapreso un pellegrinaggio in Spagna e Portogallo, di preciso a Santiago de Compostela e Fatima.

Santiago de Compostela – Il Cammino di San Giacomo

La prima tappa del viaggio è stata Santiago de Compostela, capitale della regione autonoma della Galizia, nella Spagna nord-occidentale. La città ha le sue origini nel Santuario di San Giacomo, oggi Cattedrale di Santiago de Compostela.

Siamo andati a fare il Cammino di Santiago. Il Cammino di Santiago è uno storico pellegrinaggio a piedi verso la cattedrale/santuario dove sono sepolte le spoglie di San Giacomo, che portò il cristianesimo in Spagna. È la via del Vangelo percorsa dall’apostolo Giacomo, un cammino spirituale di riflessione, meditazione e auto-mortificazione che comporta dolore fisico e mentale, soprattutto se ci si impegna per un lungo periodo di tempo.

È un cammino che, se percorso con cuore aperto, può essere sorprendente per ciò che Dio può rivelare attraverso di esso. Il Cammino di Santiago è una potente metafora della condizione cristiana (umana), poiché il viaggio del pellegrino comporta la ricerca e l’incontro con Dio, il perdono dei peccati e la necessità di una completa riconciliazione.

Fatima

La seconda tappa del viaggio è stata Fatima, dove abbiamo incontrato la Beata Madre Maria, che nel 1917 apparve ai bambini Francesco, Giacinta e Lucia nel piccolo villaggio e disse loro di pregare per la pace e la conversione del mondo intero. Seguendo le sue istruzioni, abbiamo pregato per il mondo intero, per la Chiesa, ma anche per le nostre rispettive famiglie e i nostri figli. Abbiamo avuto tempo per il Rosario, la Via Crucis, la Confessione, la Santa Messa e molto altro.

È stato un viaggio di 5 giorni con un’esperienza religiosa indescrivibile e soddisfacente. I ricordi dureranno sicuramente a lungo.

Foto/Articolo: Charles Unaeze

Dicembre 2022

DICEMBRE 2022

AVVENTO DI SPERANZA

“L’Avvento è un cammino verso Betlemme. Lasciamoci attrarre dalla luce di Dio fatto uomo. Cerchiamo di vivere il Natale in maniera coerente col Vangelo, accogliendo Gesù al centro della nostra vita” (Papa Francesco)

La frase, “O vieni, vieni Emmanuele” ci ricorda che l’Avvento è un viaggio da qualsiasi disperazione si sia impadronita lo spirito umano a una speranza attiva nella venuta di un grande Sollievo. Secondo Papa

Francesco, “L’Avvento è un viaggio verso l’orizzonte della speranza.” Questa speranza, dice lui, “non delude perché è fondata sulla Parola di Dio”. “Dio non delude mai!”

Dio è fedele. Questa è la verità per la quale l’Avvento ci invita a credere e a sperare. Ci assicura in modo travolgente che Dio mantiene sempre le sue promesse, di come in quel primo Natale abbia mandato il suo unico Figlio Gesù, il compimento tanto atteso della promessa di salvezza di Dio. “Quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato da donna” (Gal. 4:4).

Papa Benedetto XVI ha insegnato nella sua enciclica “Spe salvi” che “conoscere Dio – il vero Dio – significa ricevere la speranza”. La speranza significa conoscere il Signore, credere nelle sue promesse e confidare che ci ama, ci trasforma e ci santifica.

La speranza è la consapevolezza che la nostra vita ha un senso, che ogni giorno che viviamo è importante, anzi, che siamo importanti, perché siamo amati da Dio e perché ha un piano eterno per la nostra vita.

La speranza non illude ansi ci assicura di un sole che risorgerà, di luce che uscirà alla fine del tunnel e di un domani migliore a prescindere dalle sfide di oggi.

L’Avvento è anche un tempo meraviglioso per cercare il volto di Dio e per tornare alla Chiesa. Se sei stato lontano a causa della pandemia o per altri motivi, prendi in considerazione l’idea di tornare in questo periodo di Avvento e Natale. Gesù vi aspetta a braccia aperte e anche noi!

Il nostro Signore è fedele. Manteniamo viva la speranza!

Auguri di un buon Avvento e fruttuoso Natale!

Don Charles Unaeze (Parroco)

Giornata Famiglia – Famiglia dove c’è l’amore

Domenica, 27.11.22 dopo 2 anni di pausa a causa della pandemia, abbiamo avuto di nuovo la possibilità di fare la nostra “Giornata Famiglia.”

Pensandoci bene non sembrava proprio che venissimo da più di due anni di pandemia. Abbiamo avuto la sensazione naturale di stare insieme seduti uno vicino all’altro, passandoci un piatto, un bicchiere o una tazza di caffè, come quando sei a casa in famiglia. Questo non è più scontato dopo l’esperienza del covid. Ed è proprio su questo tema della famiglia che il nostro parroco Don Charles ha voluto incentrare tutta la giornata.

Tutto è iniziato con una bella Messa celebrata nella chiesa di Sant’Erasmo a Wernau e in seguito le famiglie/comunità sono scese nella sala per il resto del programma che comprendeva: il pranzo in famiglia, la riflessione/catechesi e l’adorazione eucaristica.

Nella sua catechesi, il parroco ci ha fatto riscoprire il valore della famiglia e ci ha spiegato che la famiglia non ha solo un valore per il piccolo nucleo familiare a livello di affetti e di bisogni principali, ma anche un importantissimo valore per la nostra società. È evidente che la società di oggi ha sempre meno valori cristiani e allo stesso tempo siamo tutti sempre più informati su tutto, grazie a Internet, e questo ci fa cadere nell’inganno di poter giudicare tutto e tutti. E normalmente diamo la colpa agli altri.

Spiegando la famiglia come una chiesa domestica, Don Charles insiste sul fatto che se le nostre rispettive famiglie “chiese domestiche” avessero svolto il loro ruolo come ci si aspettava da loro, alcuni dei nostri giovani oggi non sarebbero al punto in cui si trovano in termini di religione e il volto della chiesa potrebbe non essere quello che abbiamo oggi.

Don Charles ci ha fatto capire che la base della chiesa è proprio la famiglia. E se la chiesa è sottoposta a tanti giudizi, è proprio dalle famiglie che forse viene a mancare qualcosa di importante. E questo, nelle parole di Don Charles è proprio l’Amore. Siamo quindi tutti esortati a riflettere sulle pastoralità delle nostre famiglie se vogliamo una chiesa capace di aprire le braccia a chi ne ha bisogno. La fratellanza è un bene molto caro, proprio per questo Don Charles ha voluto aprire la catechesi con il Salmo 133, 1-3: “Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme! […]Perché là il Signore manda la benedizione, la vita per sempre.”

Come in ogni famiglia che si rispetti è stata data la possibilità ai più piccoli di esprimersi e di mettersi al centro delle nostre attenzioni con i loro canti nella santa Messa e la loro preghiera recitata durante il momento di adorazione eucaristica. Qui vanno fatti i complimenti a i collaboratori del nostro parroco perché accompagnano i nostri bambini con tanta cura e sensibilità ad avvicinarsi a Gesù e alla vita spirituale con i metodi adatti e la giusta competenza. Grazie!

Questa giornata famiglia sembra essere stata accompagnata dalla benedizione del Signore sia per l’aria di gioia che si respirava sia per il buonissimo pranzo (complimenti alla cucina) e sia per l’avvicinamento di così tante persone ad un’adorazione eucaristica.

Patrizia Di Giorgio / Manfredi Inguanta